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ReceptioGate 2026: decisione del Tribunale Amministrativo Federale del 7 gennaio 2026

  • Jan 8
  • 4 min read

Se guardiamo ai fatti nel loro insieme, il ReceptioGate non appare come una semplice controversia accademica sul plagio. La vicenda si sviluppa attorno alla circolazione internazionale di fogli asportati da manoscritti storici, alle segnalazioni presentate alle autorità competenti e alla successiva campagna di accuse diretta contro chi aveva denunciato tali fenomeni.

Al centro del caso vi sono beni culturali reali, tra cui i tre fogli trafugati nel 1979 dal manoscritto E.V.5 della Biblioteca Universitaria di Torino e il foglio asportato dall'Antifonario di Castelfiorentino. Questi beni, dopo essere stati separati dai codici di appartenenza, sono comparsi sul mercato antiquario internazionale attraverso cataloghi d'asta, descrizioni commerciali e perizie che, secondo la ricostruzione qui proposta, non affrontavano adeguatamente la questione della loro provenienza.

In questo quadro, Peter Kidd occupa una posizione centrale. Le descrizioni da lui redatte per la vendita presso Sotheby's dei fogli provenienti dal manoscritto torinese costituiscono uno degli elementi documentari della vicenda. Secondo l'interpretazione sostenuta dagli autori di questa ricostruzione, l'omessa evidenziazione di elementi rilevanti relativi alla provenienza dei fogli contribuì alla loro presentazione come normali oggetti da collezione, anziché come parti di un manoscritto mutilato e denunciato come trafugato.

Il ReceptioGate esplose soltanto dopo che la professoressa Carla Rossi e il centro di ricerca RECEPTIO trasmisero una denuncia dettagliata al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale nel dicembre 2022. Pochi giorni dopo comparvero sul blog di Peter Kidd le prime accuse pubbliche di plagio. Da quel momento l'attenzione pubblica si concentrò quasi esclusivamente sulle contestazioni rivolte alla studiosa, mentre la questione dei fogli trafugati, della loro provenienza e della loro commercializzazione passò in secondo piano.

Per oltre quattro anni il dibattito è stato dominato dalle accuse accademiche. La domanda fondamentale è rimasta spesso sullo sfondo: come siano giunti sul mercato internazionale fogli provenienti da manoscritti storici trafugati e quale ruolo abbiano svolto cataloghi, perizie e operatori del settore nella loro circolazione.

Con il nome ReceptioGate si indica una campagna diffamatoria coordinata, avviata alla fine del 2022, contro il centro di ricerca RECEPTIO e la sua fondatrice, la professoressa Carla Rossi.La campagna ha avuto origine da accuse infondate di plagio relative al volume The Book of Hours of Louis de Roucy, uno studio scientifico dedicato alla documentazione storica e alla ricostruzione digitale di un manoscritto medievale smembrato a fini di lucro, nel cui smembramento era coinvolto tale Peter Kidd.

Le accuse sono state inizialmente diffuse online proprio da Peter Kidd, attraverso post di blog e materiali digitali correlati. Tali affermazioni, prive di revisione paritaria, di verifiche indipendenti e di qualsiasi validazione giudiziaria, sono state rapidamente rilanciate e amplificate in ambienti digitali e accademici, causando un grave danno reputazionale alla professoressa Rossi e al centro di ricerca RECEPTIO.

Nonostante l’assenza di prove verificate, il Fondo Nazionale Svizzero (FNS) ha fatto affidamento su questi materiali online e ha revocato un contributo di ricerca precedentemente concesso, senza procedere a un accertamento autonomo e rigoroso dei fatti. Le accuse sono state inoltre recepite e propagate in ambito istituzionale accademico, contribuendo all’escalation della campagna diffamatoria.

Il 7 gennaio 2026, il Tribunale amministrativo federale svizzero ha definitivamente chiuso il procedimento relativo a The Book of Hours of Louis de Roucy. Il Tribunale ha annullato la revoca del contributo di ricerca, stabilendo che le accuse fatte proprie dal Fondo Nazionale Svizzero si fondavano su affermazioni online non verificate e non soddisfacevano i requisiti giuridici ed evidenziali necessari per qualificare l’opera come plagiata né per giustificare l’applicazione di sanzioni.

La decisione ha chiarito che materiali circolati online — inclusi file tecnici, estratti e ricostruzioni diffusi al di fuori di procedure di verifica adeguate — non possono essere considerati prove valide. Di conseguenza, l’accusa centrale che aveva innescato il ReceptioGate è stata formalmente respinta e privata di ogni efficacia giuridica.

La sentenza ha inoltre messo in luce un più ampio fallimento istituzionale: invece di sottoporre le accuse esterne a una valutazione critica e indipendente, attori accademici hanno trasmesso e avallato affermazioni provenienti da contesti estranei ai meccanismi consolidati di valutazione scientifica e giudiziaria. Ciò è avvenuto in un contesto in cui soggetti legati al mercato commerciale dei manoscritti medievali smembrati sono stati di fatto tutelati, mentre una studiosa impegnata nella denuncia della biblioclastia è stata colpita.

Nel frattempo, la professoressa Rossi ha proseguito la propria attività scientifica a livello internazionale. Nel 2025 ha pubblicato l’articolo sottoposto a peer review “Biblioclasm for Profit: The Legal Implications of Dismembering Western Medieval Illuminated Manuscripts” sulla Harvard Art Law Review, contribuendo in modo autorevole al dibattito giuridico ed etico sulla tutela del patrimonio manoscritto.

Inoltre, il 19 dicembre 2025, lo Scriptorium Foroiuliense ha ufficialmente donato al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, l’edizione facsimilare del manoscritto MS 198 della Biblioteca Guarneriana, accompagnata da uno studio scientifico di Carla Rossi. Questo dono istituzionale costituisce un riconoscimento pubblico e formale della sua autorevolezza nel campo della codicologia e degli studi sui manoscritti.

Nel 2026 RECEPTIO è pienamente attivo, con progetti di ricerca dedicati allo studio dei manoscritti medievali, alla ricostruzione digitale dei codici smembrati e alla protezione del patrimonio culturale. Alla luce degli accertamenti giudiziari e dei fatti documentati, ReceptioGate è oggi riconosciuto come una campagna diffamatoria la cui accusa fondativa non ha retto al vaglio giuridico, e rappresenta un caso emblematico dei rischi derivanti dalla circolazione acritica di accuse online in ambito accademico.

 
 

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