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                                                                 AUTRICI

MULIER ARTIFEX BIBLIOTECA FEMMINILE ITALIANA

Non esiste, a oggi, né un'indagine critica sul corpus della lirica femminile italiana delle origini, né uno studio dei reali ed essenziali collegamenti tra la specificità femminile e le coordinate generali della temperie lirica prerinascimentale. Lo studioso che desideri condurre analisi esegetiche, linguistiche, lessicografiche sui testi delle prime rimatrici italiane in volgare si trova confrontato con la difficoltà del reperimento dei testi e dell'accesso rapido alle fonti. Sono ancora rarissime le edizioni dei componimenti poetici in questione, fondamentali per poter condurre qualsivoglia analisi critica; di scarso aiuto si rivela anche l’Antologia della poesia femminile italiana (Tracce, n. 78/79, Edizioni Tracce, Pescara, 2007), che può costituire un punto di partenza per un lavoro ancora tutto da svolgere. Allo stesso modo, di difficile reperimento sono le informazioni in merito ad altre figure femminili attive materialmente nell'ambito della produzione libraria, come copiste e miniatrici.
Scopo della ricerca, qui confluita, è dunque, in primis, il recupero di un grande patrimonio di opere, molte delle quali ancora inedite, mentre per alcuni testi (esclusi i più noti, come ad esempio quelli della "Compiuta Donzella", più volte editi e commentati o i testi di donne di potere, quale Lucrezia Tornabuoni de' Medici), si realizzerà la prima riedizione dopo la pubblicazione originale dei Componimenti poetici delle più illustri rimatrici d’ogni secolo, uscita a Venezia nel 1726 e curata da Luisa Bergalli e del Prospetto biografico delle donne italiane,  edito nel 1824, sempre a Venezia, da Ginevra Canonici Fachini.

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Obiettivo primario del progetto è pubblicare sistematicamente, entro il 2026, in formato digitale, una parte significativa del corpus della lirica femminile italiana delle origini (dal tardo Medioevo al primo Rinascimento; si intende giungere alla soglia del Cinquecento, perché per i componimenti redatti dal XVI in poi si hanno ormai numerosi strumenti di studio). Il progetto, promosso dal nostro centro di ricerca, intende render conto dell'attività di 253 autrici e della particolarità delle voci poetiche di donna in ambito letterario italiano, per i secoli in questione. Verranno catalogati e indicizzati codici che contengono opere dell'ingegno femminile, sia a livello testuale, sia materiale. Nel tempo, infatti, dal progetto della Biblioteca Femminile Italiana ne è scaturito uno più ampio, a cui è stato dato il nome di MULIER ARTIFEX, in collaborazione con l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le informazioni bibliografiche. Per il progetto è stato siglato un accordo con l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico Italiano.

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Obiettivo secondario della ricerca in programma, attraverso la pubblicazione cartacea di una monografia dedicata alle “Voci di Gaia”, è l'indagine della rappresentazione della poetica femminile delle origini, possibile solo dopo aver selezionato il corpus di testi ed aver attuato una distinzione tra opere femminili e testi scritti "in voce di donna".
La ricerca sin qui condotta ha permesso di portare alla luce opere di autrici per lo più ignorate dalla critica, che si affacciarono alla soglia del Rinascimento con contributi assai notevoli, importanti per lo studio del quadro sociale in cui si situa la lirica femminile italiana delle origini e per la definizione della sua specificità e della sua originalità in confronto al resto della Romània.

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Il nome Biblioteca Femminile Italiana rende omaggio al progetto del Fondo Ferri della Biblioteca Civica di Padova, allestito dal conte Pietro Leopoldo Ferri: la Biblioteca Femminile, come venne chiamata dal conte, è una singolare collezione di opere composte esclusivamente da donne, dal XIII in avanti, donata dagli eredi Ferri alla Biblioteca Civica di Padova nel 1870, insieme al catalogo manoscritto sul quale il conte registrava l'acquisto di nuove opere. Secondo il desiderio degli eredi, la raccolta è stata tenuta separata dagli altri testi e collocata in appositi scaffali recanti la legenda «Biblioteca Femminile Italiana del conte Pietro Leopoldo Ferri defunto donata al Comune dai figli di lui conti Giovanni Battista e Francesco. Anno 1870».

 

Verranno inoltre accolti: sonetti, tenzoni, madrigali, ballate scritti "in voce di donna". Per completezza d'indagine, una sottosezione della ricerca sarà dedicata alla pubblicazione di testi epistolari femminili in versi, e di testi religiosi (laudi, sermoni ecc., selezionati in base alla loro importanza quali testimonianze linguistiche, come ad esempio le sacre rappresentazioni, in versi, di Antonia Pulci).

 

Il particolare status sociale e giuridico della donna, in Italia (dove l'attività poetica femminile, nei secoli presi in esame, è indirettamente documentata dalle proscrizioni di cui essa è fatta oggetto da parte delle autorità ecclesiastiche), rende necessaria l’attenzione a ogni forma di espressione lirica da parte delle donne (per questo l'indagine non si limiterà alla sola poesia amorosa).

 

La parziale emarginazione dalla vita pubblica (salvo nel caso di donne di rango elevato) e la quasi totale esclusione dalle istituzioni culturali (l'università innanzitutto), fanno sì che personaggi quali Maddalena Buonsignori, Dorotea Bucca, le sorelle d'Andrea, Laura Cereta, Eleonora della Genga meritino una focalizzazione che, sino ad ora, è stata loro negata. Percorsi diversi permetteranno di far emergere il divario tra l'autoriflessione femminile a proposito delle possibilità di operare poeticamente e lo scetticismo, l'ironia o talora l'aperta opposizione della comunità maschile.

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