Seminario di specializzazione della durata venti ore online (date e orari da concordare con i docenti) 

Alla scoperta del genio di Michelangelo

OBIETTIVI FORMATIVI

Una delle difficoltà principali nello studio di un gigante della cultura del Cinquecento come Michelangelo è l’impossibilità di situarlo in una categoria ben definita. Michelangelo è scultore, pittore, architetto, artista poliedrico o impegnato, come si direbbe oggi, con tutte le implicazioni politico-sociali che questa definizione impone, ed è anche poeta. Un genio che ha attraversato il secolo,  vissuto avvenimenti fondamentali, sia da un punto di vista politico che culturale: la vita alla corte di Lorenzo il Magnifico, il neo-platonismo, la predicazione di Savonarola, il sacco di Roma, l’avvicendarsi della repubblica e della signoria medicea a Firenze, la collaborazione, spesso tumultuosa, con diversi papi, fino alla decisione dolorosa di allontanarsi definitivamente da Firenze e stabilirsi a Roma. Esperienze che hanno influito in maniera importante sulla sua opera e sulla sua scrittura. Nelle Rime coesistono diversi registri e diversi stili : dal sublime delle liriche amorose, al comico che risente della tradizione di Pulci e Burchiello, fino al grottesco e alla caricatura. Il corpus poetico buonarrotiano contiene:
302 composizioni (sonetti, madrigali, capitoli), riportate in lezioni sempre più genuine ed aggiornate dal Guasti (1863), dal Frey (1897) e dal Giraldi (1960).
Le prime liriche, risalenti al 1503, mostrano in particolare una dipendenza dalle rime “petrose” di Dante, anche se vi si rinvengono echi del
Canzoniere petrarchesco, dei poeti del tardo Quattrocento quali Lorenzo il Magnifico, Luigi Pulci e dei cosiddetti rimatori burleschi, conosciuti nel fervido ambiente culturale della corte medicea. Dopo questo apprendistato, la sua opera poetica diventa meno occasionale e si colora di toni personali e di una cupa meditazione sulla fugacità della vita, sul peccato, sul pentimento e sul senso incombente della morte. Successivamente questa tenebrosa poetica, indice di una crisi umana e religiosa, sfuma nel neoplatonismo e nelle tematiche della nascente Controriforma. Così l’esaltazione della bellezza fisica, “manifestazione di un’armonia spirituale, segno, rivelazione ed incarnazione del divino”, si coniuga con la concezione dell’amore non più vincolo umano, ma legame universale e con il fervore religioso e morale. Nelle ultime rime ritornano i pensieri di morte, l’angoscia del peccato, la disperazione della salvezza, le fervide invocazioni per la redenzione dell’anima, che invadono la musa michelangiolesca. Nella vastità dei temi trattati verranno analizzate in particolare le composizioni legate all’amicizia e all’amore platonico per Tommaso Cavalieri e per Vittoria Colonna. 
Le stagioni della poesia michelangiolesca verranno dunque analizzate di concerto con l'attività artistica di scultore e pittore, oltre che di architetto, del Buonarroti, al fine di indagare il genio il più possibile nella sua interezza.

Michelangelo poeta

La poesia di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), riscoperta dopo circa due secoli di oblìo grazie ad un celebre saggio di Ugo Foscolo, ma studiata criticamente solo a partire dagli anni Sessanta del Novecento, riceve ancor oggi un’attenzione periferica, tanto nel panorama della letteratura italiana, quanto nell’analisi della vasta e complessa opera dell’artista. Eppure, nel Cinquecento, al mito dell’artista contribuì anche la sua attività letteraria, o meglio la sua abilità nel comporre rime in lingua volgare, come attestato dagli elogi di diversi letterati dell’epoca, nonché dalla sua cerimonia funebre in San Lorenzo, per la quale erano stati ideati un dipinto con Michelangelo incoronato poeta da Apollo, ed una statua a grandezza naturale della Poesia seduta.

 

Il lettore che si avvicina con timore e persino con un po’ di diffidenza alle Rime, dopo la difficoltà iniziale di un verso complesso, a volte tortuoso e ellittico, scopre in realtà un mondo segreto e affascinante, ricco di toni, stili e registri. La poliedricità dell’arte di Michelangelo si esprime anche nel microcosmo poetico delle Rime, all’interno del quale coesistono diversi registri e diversi stili: dal sublime delle liriche amorose, al comico che risente della tradizione del Pulci e del Burchiello, fino al grottesco e alla caricatura, di stampo bernesco; mentre rara, seppur presente, è la poesia d'impegno politico. In questi casi si tratta di poesia d'occasione, legata ad eventi, fatti, stimoli esterni. Mentre il registro grottesco risulta dominato da un malessere sottostante, da una profonda insoddisfazione: una poesia del disagio e della crisi, che assume l'apparenza del gioco e dello svago. 

 

Durante il corso si tenterà in primo luogo di penetrare sempre più all’interno del criptico ed ellittico verso michelangiolesco, ci si interrogherà su quanto possa la poesia di Michelangelo, nonché il dialogo poetico ch’egli intrecciò con eminenti figure dell’élite culturale e religiosa del tempo, essere d’ausilio ad una più fedele comprensione della sua opera scultorea e pittorica e si inviteranno i partecipanti a contribuire alla discussione sull’inquieta spiritualità e il singolare language of art di una tra le personalità più rappresentative di un’epoca dominata dalla poliedricità tutta italiana (e più ancora, fiorentina) del genio artistico.

Pre-iscrizione obbligatoria: 500 Euro (link al pagamento online): modulo di pre-iscrizione, da compilare e accludere alla domanda.

Direttore del Corso: Prof. Dr. Carla Rossi, Titularprofessorin Università di Zurigo

Interventi di docenti di vari atenei nazionali ed esteri 

Per informazioni e dettagli: info@receptio.eu

Costo 1500 Euro

Iscrizione online qui

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